Lettera d’amore a Emma Marcegaglia
Gentilissima signora Emma, mi permetto di scriverle questa potentissima lettera d’amore. I motivi sono vari

Gentilissima signora Emma, mi permetto di scriverle questa potentissima lettera d’amore. I motivi sono vari. Ho 59 anni, li compio oggi. Ho su un bar presso l’ortomercato di Milano. Siamo aperti dalle 2 di notte alle 23 30. Lo mando avanti con la mia attuale convivente. Si chiama anche lei Emma (Emma Paola per il vero). Ha 27 anni, stiamo insieme e vorremmo sposarci, ma i suoi di lei non vogliono. La mia ex moglie però non mi concede il divorzio. Dice che il bar è suo. In effetti è vero, il bar è suo. Però 5 anni fa è scappata con un bellissimo ragazzo, per cui adesso il bar è mio. Nostra figlia è a Londra per un master, convive con un suo coetaneo (entrambi votano Podemos), tutti mesi le mando 1.200 euro. La mia convivente non lo sa. Il bar va benissimo, per cui non faccio fatica a fare la cresta sull’incasso. Sì, incassiamo circa 20-25.000 euro al giorno. E’ il bar di Milano che guadagna di più. Sono stufo di stare tutto il giorno dietro al banco, vorrei scappare con lei, gentilissima signora. Andiamo in treno a Varazze, qui noleggiamo un’imbarcazione (non la diamo indietro) poi in Corsica e ci stabiliamo lì. La roulotte che ho fissa in campeggio a Milano la vendo su internet. Come un uomo sono alto 170 centimetri, non fumo, amo il teatro, ho l’abbonamento del Sassuolo calcio, per cui quando gioca è un attimo dalla Corsica venire in continente. Vorrei metter dentro in squadra mio nipote. Attualmente gioca nella Primavera del Vasco de Gama, gli curo io il cartellino. Sì, ho deciso. Oltre ad essere innamorato come un matto di lei, come lavoro faccio da oggi il procuratore dei calciatori. Non ho l’abilitazione della Fifa, però se segui tuo nipote si può. (Ho sempre votato Dc, adesso vedo, penso ancora). Emma vediamoci oggi. Se non le dispiace potrebbe venire al self-service dell’ortomercato di Milano alle 11.30? Anche prima è meglio. Gestisco anche questo esercizio e da mezzogiorno alle 16 distribuisco migliaia di pasti. Sono stufo di guadagnare e basta. Vorrei innamorarmi. Anzi lo sono già.
Nato a Milano il 20 maggio 1961. Vero nome: Carlo Barcellesi. Diplomato terza media presso Camera del Lavoro di Milano nel 1985, corso serale a numero chiuso. Dopo il militare lavora come sguattero in un hotel. Nel 1987 arriva ultimo a “Riso in Italy”, concorso importante a Roma per giovani. Fa ricorso e vince. Ha uno sfratto ma non riconosce la sentenza. Collabora con il Foglio dal 1986 grazie al direttore Giuliano Ferrara. E' fidanzato con Monica.
